La Storia dell'Agriturismo "La Calamaia"

una storia fatta di persone

Radici e tradizioni in Garfagnana

L’Agriturismo La Calamaia custodisce tra le sue mura una storia fatta di persone e di territorio, profondamente legata all’identità della Garfagnana. La struttura che vedete oggi nasce all’indomani del terremoto del 1920, quando la famiglia Orsi scelse di stabilirsi nella zona de “Le Capanne”, costruendo le proprie abitazioni proprio a ridosso del Monte Calamaia.

In questo borgo vissero Clemente (detto “Clemè”) e sua moglie Teresa (“Trè”), figure rimaste nel cuore del paese per la loro semplicità e il loro spirito operoso. Insieme ai loro sei figli — Iacopo, Matteo, Caterina, Mario, Teodora e Ilde — affrontarono le sfide di un terreno montano, sassoso e difficile da coltivare. Con pazienza si dedicarono all’agricoltura e alla pastorizia, rendendo questo angolo nel centro del paese il fulcro della loro vita: la parte superiore del borgo ospitava la famiglia, mentre quella che oggi è l’area accoglienza per i nostri ospiti un tempo erano le stalle.

Secondo i ricordi dei paesani, la bisnonna Teresa era una donna di grande cultura e profonda fede, diventando presto un punto di riferimento per tutta la comunità di Gorfigliano. Aveva una memoria prodigiosa: leggeva e recitava a memoria i versi dell’Orlando Furioso, incantando i figli e i nipoti.

Famiglia Orsi
Orsi Mario

Dalle radici al presente: la rinascita
del Borgo

Alla scomparsa di Clemè e Trè, fu il figlio Mario a ereditare la casa, trasmettendo ai figli e ai nipoti l’amore per Gorfigliano. Il paese, nel tempo, è cambiato, passando da un’economia agricola all’attività estrattiva delle cave di marmo, ma il legame con queste pietre è rimasto intatto.

È con questo spirito che la nipote Cristina, insieme al marito Claudio e ai figli Damiano, Benedetta e Rachele, ha dato vita all’Agriturismo La Calamaia. Abbiamo voluto ridare vita al borgo dei nonni creando cinque alloggi indipendenti: il Cavaliere, l’Aia, il Metato, il Farro, il Castagno, il Fienile e il Granaio. Ogni appartamento conserva i tratti tipici delle case dell’Alta Garfagnana, offrendo però tutti i comfort moderni per un soggiorno rilassante.

Cenni sulla storia
di Gorfigliano

Uno dei luoghi più suggestivi che circondano l’agriturismo è la “Chiesa Vecchia”. Per secoli è stata il cuore del paese, con le prime abitazioni costruite attorno al suo colle già prima dell’anno mille. Qui sorgeva un antico castello fortificato, probabilmente edificato su precedenti basi liguri o romane.

Il terremoto del 1920 danneggiò gravemente l’abitato antico, ma lasciò intatta l’imponente torre-campanile che ancora oggi ammiriamo. Gorfigliano ha attraversato momenti duri durante le guerre mondiali, ma grazie alle coltivazioni locali di castagne e patate e all’allevamento, la popolazione è riuscita a resistere. Negli anni ’80, gli abitanti hanno restaurato volontariamente la “Chiesa Vecchia”, salvandola dal declino. Oggi il paese è conosciuto soprattutto per i suoi cavatori, testimoni di un’industria marmifera che ha trasformato l’economia locale a partire dagli anni ’60.

Le tradizioni che ci rendono unici

La Madonnina dei Cavatori

Ogni primo sabato di agosto celebriamo la Festa della Madonnina. Una statua in marmo bianco viene portata a spalla dai cavatori dalle cave fino alla chiesa parrocchiale. Il paese si accende di colori, fiori e lumini, diventando l’occasione perfetta per il rientro di chi vive lontano e per accogliere i turisti in un’atmosfera di grande calore umano.

I Natalecci: le torri di fuoco

La vigilia di Natale a Gorfigliano è magica grazie ai Natalecci. Sono enormi torri di rami di ginepro intrecciati, alte fino a 20 metri, che vengono accese alle ore 18:00 per celebrare la luce che vince l’oscurità. Ogni rione inizia la costruzione a novembre, in una sfida amichevole che culmina con grida di gioia e scoppi di petardi quando le torri sono finalmente pronte.

Scegliere l’Agriturismo La Calamaia significa immergersi in questo mondo: tra un tuffo in piscina e un momento di relax nei giardini privati, potrete respirare l’aria autentica di un borgo che non ha mai dimenticato le proprie radici.

Il formaggio che facciamo noi, oggi

Ricetta Castagnaccio di Nonna

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